Einar e Gerda: le ragazze danesi. Arte e vita contro le barriere di genere

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Einar e Gerda: le ragazze danesi. Arte e vita contro le barriere di genere

La vita di Gerda e di suo marito Einar Wegener è celebrata dal film premio Oscar “The Danish Girl” e ci parla del vero amore; quello che va oltre tutto, persino la prima operazione di riassegnazione del sesso della storia, in cui Einar diventa Lili.

Autore: Giulia Milanesi. Studentessa selezionata dal corso di “Fashion writing” tenuto dalla Professoressa Giulia Rossi, per il corso di laurea in Fashion Communication dello IED di Firenze, del quale il Sublimista è partner ufficiale.

Quella di Einar e Gerda Wegener è più che mai oggi una storia che suscita nobili sensazioni, che può apparire anacronistica e per questo motivo ammirevole e unica. Parla di rispetto per l’altro, di amore ricambiato e disinteressato, di passione per l’arte e per la vita, ma anche di dolore interiore e disorientamento. 

Chi è Gerda Gottlieb prima di dipingere Lili Elbe

Gerda Gottlieb nasce nel 1885 in un freddo e inospitale borgo della Danimarca, Hammelev, che ha poco da offrire per un futuro come lei sogna; fin da piccola infatti, Gerda sente la necessità di nutrire il suo interesse per la storia dell’arte e il disegno, di sfogare la sua creatività insomma.

I genitori, quasi considerati pazzi per l’epoca, ripongono l’idea di darla in sposa ad un prete protestante e la mandano nella capitale, Copenaghen, dandole la possibilità di frequentare i corsi di disegno all’Accademia. È qui che la giovane Gerda scopre la sua vera natura, libera, spigliata, eccentrica, sicura di sé. Dopo le lezioni, passa i pomeriggi nei caffè della città, beve alcolici e flirta con i ragazzi: si sente al settimo cielo, lontana dalla rigidità della famiglia.

È proprio lei a scegliersi il compagno che l’avrebbe accompagnata per il resto della vita, Einar, chiedendogli di uscire per la prima volta, gesto azzardato per l’epoca!

Gerda Gottlieb ritratto in bianco e nero con cappello
Gerda Gottlieb

Chi è Einar Wegener prima di conoscere Gerda Gottlieb e diventare Lili Elbe

Einar Wegener appartiene ad una famiglia di commercianti e pare che fin da piccolo amasse giocare con le bambole delle sorelle.

È dolce e gentile, di una gentilezza quasi effeminata, considerata fastidiosa dal padre, il quale presumeva che il figlio non fosse in grado di continuare il lavoro di famiglia, ma che potesse frequentare l’Accademia a Copenaghen, quasi per levarselo di torno. È qui, nel clima festoso e fecondo della capitale, che i due si dichiarano ben presto fidanzati.

Il legame viene approvato dalle famiglie, specialmente dal padre di Gerda, che in cuor suo si augura che la figlia smetta di dipingere per dedicarsi alla famiglia, anche perché aveva sempre preferito i paesaggi accademici di Einar, piuttosto che i ritratti di lei, ancora poco capiti e quasi anticipatori di uno stile déco che sarebbe arrivato più avanti.

Einar Wegener ritratto in bianco e nero
Einar Wegener

Einar Wegener e Gerda Gottlieb: la vita a Copenaghen tra arte e feste prima di Lili Elbe

La coppia si sente appagata e felice, per questo i due lasciano l’Accademia per dedicarsi al lavoro;
Einar ai suoi paesaggi all’olio e Gerda ai suoi ritratti.

Nel loro appartamento della capitale si respira un’aria artistica, festosa. Non a caso ogni sera vi sono amici, si stappano bottiglie, si suona e si canta.

C’è poi un momento, forse per i caratteri così diversi dei due, forse per il contesto della città, in cui le loro strade artistiche prendono due pieghe differenti.
Gerda, da sempre eccentrica, appariscente e disinvolta, inizia a piacere molto al pubblico, con i suoi ritratti inediti e freschi. Al contrario, il timido e introverso Einar rimane aggrappato alla freddezza dei suoi paesaggi accademici, perdendo così consensi e osservando nel contempo l’ascesa della moglie.

Anna Larssen: la trasformazione di Einar Wegener in Lili Elbe in un dipinto di Gerda Gottlieb

Ma la storia di Einar non può certo fermarsi qua. Lui non sarà il pittore in disparte che in vita ha potuto godere solamente del successo della moglie; il destino gli ha riservato un incontro, forse la chiave per aprire per sempre la sua anima, la sua vera natura.

In questi anni la coppia frequenta l’attrice di fama internazionale Anna Larssen, la quale commissiona a Gerda un ritratto che richiede molte ore di posa.

Ritratto di Gerda Wegener a Anna Larssen
Ritratto di Gerda Wegener a Anna Larssen

L’attrice ha troppi impegni per potervisi dedicare, ma ha un’idea geniale.
Sarà Einar, sempre meno impegnato nei suoi dipinti, a posare al suo posto, con il suo corpo gracile e il viso tenero, dai tratti dolci e armoniosi. Anzi, sarà Lili a posare: il nome era stato dato ad Einar da Anna, vedendolo vestito da donna e intento ad atteggiarsi di fronte allo sguardo concentrato della moglie pittrice.
La svolta più grande della loro vita sta per avvenire.

Lili entra sempre più frequentemente nella loro quotidianità e la stessa Gerda si diverte a truccare e acconciare il marito e addirittura è stimolata a dipingerla nei suoi ritratti. Al contempo, Einar sente continuamente il bisogno di indossare i panni di Lili, li sente più suoi, e il corpo maschile lo destabilizza ogni giorno di più. Si guarda allo specchio e si piace con questa nuova immagine: il rosso sulle labbra, i lunghi e svolazzanti vestiti, i capelli acconciati, non c’è niente che non vada nelle vesti di Lili.

Einar Wegener è Lili con ventaglio
Einar diventa Lili Wegener

Lili Elbe e Gerda Gottlieb: gli anni a Parigi

A questo punto qualsiasi essere umano potrebbe pensare al distacco, alla separazione della coppia, e invece la scoperta di Einar di sentirsi a proprio agio in un corpo femminile, fa sì che i due si avvicinino ancor di più, non tanto fisicamente, quanto psicologicamente, nel profondo. Ogni scelta del marito è appoggiata da Gerda, ogni ostacolo affrontato insieme, ogni caduta di lui seguita dalla mano della pittrice posta in suo soccorso. Il cliché che le difficoltà sostenute in due appaiono più leggere, è dunque pienamente abbracciato da questi due personaggi.

La coppia, ormai trasferitasi a Parigi, vive appieno le vibrazioni e il fermento della città, specialmente Gerda, la quale si è inserita nell’ambiente artistico e continua a cavalcare l’onda del successo. Einar invece, abbandonatosi a una profonda depressione, tralascia la sua attività di pittore, ma trova la forza per rispondere a quelle domande nascoste dentro di lui da sempre, anzi decide per la prima volta di agire, cercando cliniche e medici disposti ad apportare al suo corpo modifiche irreversibili.

Lili Elbe by Gerda Wegener 1928 Solitario
Lili Elbe in un ritratto di Gerda Wegener, 1928

Einar Wegener e Lili Elbe: non riconoscere il proprio corpo

La lotta tra Einar e Lili è conclusa; la ragazza si sente di vivere in un corpo estraneo, incompleto, del quale vuole liberarsi.

Finalmente un nome, quello di un ginecologo tedesco, un tale Warnekros, il quale si mostra subito aperto ad ascoltare la storia di Lili e soprattutto, disposto a operare.

Lili viene operata due volte a Berlino e non c’è da stupirsi nel sapere che al treno in partenza per la città tedesca, chi la accompagna è proprio Gerda, la fedele compagna di una vita. Qualche settimana dopo la prima operazione, Lili è pronta per ultimare la sua trasformazione, tirando fuori quel coraggio e quella forza che forse era stata sconosciuta a Einar.

Lili Elbe e Gerda Gottlieb. Cos’è il vero amore, tra follia e libertà

Per la straordinarietà della storia, qualsiasi lettore presumerebbe un finale da favola, a lieto fine, ma la realtà dei fatti è tutt’altra. È il 15 settembre del 1931 quando Lili abbandona per sempre la sua Gerda, in un lettino d’ospedale, esalando l’ultimo respiro tra le braccia di colei che un tempo era sua moglie, colei che l’ha accompagnata in ogni esperienza della sua vita.
Insieme, anche il respiro di Gerda, la sua gioia di vivere, sembrano fermarsi per sempre. Quasi dimenticata come artista, dopo un secondo matrimonio, mai felice come il primo, Gerda si spegne in un caldo 20 luglio 1940.

La storia di Einar e Gerda insegna che in qualsiasi epoca, in qualsiasi contesto, l’individuo deve poter essere libero di perseguire la sua vera natura, di sfogare le sue passioni, di appoggiarsi a chi dimostra affetto incondizionato. Allo stesso modo, la lezione è quella di rispettare le scelte dell’altro, non in silenzio, ma porgendo la mano, sostenendosi a vicenda.

Amore reciproco, sana follia, libertà. La magia di questa vicenda dovrebbe essere obbligatoriamente scoperta e risulterebbe senza dubbio impossibile da dimenticare.

La storia di Lili e Gerda, trasportata nel film premio Oscar di Tom Hooper

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