Perché la musica è un albero?

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Perché la musica è un albero?

La prima “canzone” completa di cui abbiamo traccia risale al 1400 a.c.: un inno alla Dea dei frutteti Nikkal. Dai primi strumenti, voce e battito di mani, passando dalla percussione di oggetti per ottenerne rumori, fino alla nascita dei generi musicali. Scopriamo le radici di un albero che è parte delle emozioni di tutti.

Un viaggio nel tempo fatto di note

La Musica è una mia grande passione. La amo ed è una parte importante della mia vita.
Non riesco proprio a immaginare come sarebbe vivere senza. Per quanto mi riguarda mi accompagna sempre. Non è raro che mentre faccio qualcosa ne canticchio – o immagino mentalmente di canticchiare – la colonna sonora. A volte è un cosa buffa! Sottolineo le sorprese con dei ta daaa, o dei momenti tesi con dum dum duuum. Capita anche a voi?

Quando ho iniziato quest’avventura con il Sublimista, mi è stato chiesto se mi avrebbe fatto piacere scrivere qualche articolo, la prima cosa che ho pensato è stato di scrivere qualcosa sulla musica. Beh, diciamo che l’ho presa alla larga e nel mio primo articolo ho scritto della sua origine. È stato molto divertente e avrei voluto proseguire. Nonostante l’entusiasmo e il desiderio di scriverne ancora, il campo è così vasto che spesso, dopo aver raccolto un po’ di materiale, mi sono un po’ arenato. Voglio dire, circoscrivere il campo ad un autore o ad una band è una cosa, ma caspita, se l’argomento è la musica, tutta la musica, la cosa cambia. In questa vastità c’è il rischio di perdersi e di diventare lunghi e noiosi.

Certo il Direttore, il Sublimista, mi farebbe nero se facessi annoiare qualcuno.

Dunque ho pensato di prendere la cosa alla leggera. Niente trattati o manuali, articoli infiniti e pieni di paroloni. Per approfondire ognuno, se lo desidera, potrà trovare la sua strada. Insieme, cercheremo di divertirci e, saltando di qua e di la, racconteremo la storia della musica con un po’ di pillole sparse; Egizi e Rock’n’Roll, Hip Hop e tamburi tribali.
Probabilmente un articolo non ci basterà, ma pazienza se servirà ne faremo altri!

E veniamo a noi, da dove cominciare?

Nel primo articolo ci eravamo lasciati con l’immagine di una madre preistorica che per istinto comincia a cantare qualcosa al suo piccolo.
Senza dubbio un immagine un po’ romantica. Per andare sul concreto, dobbiamo viaggiare nel tempo e arrivare alle prime forme di scrittura musicale. La prima hit certificata della storia appartiene ai Sumeri. Infatti, nonostante le prime annotazioni musicali ritrovate risalgano al 3000 a.c., la prima “canzone” completa di cui abbiamo traccia è di circa il 1400 a.c. Si tratta di un inno alla Dea dei frutteti Nikkal. 
Qualcuno ha provato anche a suonarla!

Consideriamo che gli strumenti per eseguire musica sono nati progressivamente e anche per la musica, come per le scienze, le innovazioni tecnologiche hanno influenzato la possibilità di creare ed implementare nuove idee.

All’inizio siamo partiti usando la voce e battendo le mani. Poi abbiamo cominciato a percuotere cose per ottenerne rumori. Osservando la natura abbiamo visto che l’aria che passava in strettoie originava suono e così sono nati i flauti (i primi hanno 40.000 anni!).
All’epoca della nostra prima hit erano nati i primi strumenti a corda (Lira, Arpa, cetra) ma non ancora le trombe che arrivarono con i greci insieme all’organo (tra il IV e I secolo a.c.).
Il pianoforte  nacque solo nel 1700, tra l’altro ad opera di un Italiano Bartolomeo Cristofori, e arrivò dopo il Clavicembalo (XIV secolo).
La chitarra moderna, regina del Rock, figlia della Lira e della cetra e poi del liuto, fu l’ultima ad arrivare.

I generi musicali

Non è possibile parlare di musica senza parlare di generi musicali.
Non ci si può credere, ma la definizione del genere è davvero un delirio. Per farlo dobbiamo prendere in esame il tempo – es. musica preistorica, antica, contemporanea – la geografia – es. afro, rock sudista, canti indiani – gli aspetti sociali / culturali – es. musica colta, popolare, folkloristica, etnica – il tutto mixato con lo stile di esecuzione.

Per Approfondire:

ttps://www.jstor.org/stable/3526163


Ognuno ha la sua predilezione, il suo genere preferito. Qualcuno pensa che questo è meglio di quello o viceversa. Ma se andiamo a ritroso, tutto converge verso l’uomo e la sua origine.
I battiti delle mani e la voce sono la radice. Una radice di un albero nel quale sono cresciuti moltissimi rami e foglie. Un albero che non ha ancora smesso di crescere e ci accompagnerà ancora lungo il nostro percorso.

Ed ora concedetevi un po’ della vostra musica preferita.
La prossima volta ci concentreremo su qualcosa di più recente. 
Magari un po’ di Rock. Che ne dite?

https://www.concerthotels.com/100-years-of-rock/

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