Luci accese su Harry Styles, artista e musa della fluidità di genere

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Luci accese su Harry Styles, artista e musa della fluidità di genere

Queer, gender fluid, femminista, esteta-musa di Gucci, icona-pop con la benedizione di Sir Paul McCartney. Eccentrico, eclettico, esagerato. Ma cosa si cela dietro la star? Abbiamo scomodato Svetonio e l’imperatore Augusto.

Harry Styles per Gucci Tailoring
© Glen Luchford. Harry Styles per Gucci Tailoring

Harry Styles, le origini di una leggenda

Vi siete mai chiesti come nasce una leggenda? Quali sono gli ingredienti che rendono unici i nostri idoli, i nostri miti, le star di cui abbiamo avuto i poster in camera o di cui non riusciamo a smettere di parlare nel momento in cui vengono casualmente inseriti in una conversazione?
Cos’è che rende qualcuno una celebrità?
È la fama, il successo, l’orda di gente impazzita che non aspetta altro che loro?

Cosa porta un ragazzino inglese di sedici anni dall’essere un normale ragazzo del liceo che per mettere qualcosa da parte lavora part-time in una panetteria, a diventare Harry Styles?

Perché siamo onesti, anche se ha solo 27 anni, Harry Styles è già una leggenda.

Harry Styles per Variety Copertina
© Parker Woods

Harry Styles, gli One Direction
e il successo di X-Factor

Nel 2010, Harry Edward Styles partecipa alle audizioni di X-Factor UK come solista e ne esce come membro di quella che diventerà la boy band più celebre degli ultimi anni: gli One Direction.

Sono in cinque: c’è lui, Zayn Malik, Niall Horan, Liam Payne e Louis Tomlinson e la vera verità è che, anche se si classificano solo terzi al talent, il team di Simon Cowell ha messo su una macchina da guerra.
Sono giovani, talentuosi, belli e simpatici.
Del resto, gli inglesi con le boy band ci hanno sempre saputo fare.
Gli One Direction, in questo particolare caso, hanno personalità e carattere e soprattutto, sanno tenere bene il palco. 
Alcuni più di altri. Harry, in particolare, con quel viso d’angelo, strega le folle, tanto che è quasi impossibile capire cosa dice durante i live del programma.

E qui, a tenere banco non erano neanche tanto loro, quanto Robbie Williams.

One Direction, un successo senza limiti

Non c’è un singolo paese dove non abbiano suonato. 
Sono stati ovunque. Hanno collaborato con star internazionali. 
Hanno cambiato look, stile musicale e, soprattutto, hanno alimentato il gossip.
Tanto gossip, ovunque. Storie d’amore, intrighi e tradimenti. Parole sussurrate, frasi dette, altre censurate. Del resto, è anche questo che alimenta la leggenda.

La fine di un sogno, addio One Direction

E poi, un bel dì, Zayn impazzisce, letteralmente.
Esaurimento nervoso. Stress.
4 album con 4 tour in soli 4 anni. È normale. 
Il peso della celebrità non è per tutti.
Ed è così che il 4 febbraio 2015 finisce la storia degli One Direction, anche un po’ da paraculo, in realtà, perché finisce così.

Però è qui che inizia la storia del mito, quella di Harry Styles.

Harry Styles copertina Rolling Stone Magazine
© Ryan McGinley

Harry Styles, benvenuti in un nuovo show

Ci sono due anni di silenzio stampa prima del grande ritorno. 
Ad anticiparlo c’è stata una bella chiacchierata con Sir Paul McCartney.
Una cosa tranquilla, tra amici, con un consiglio molto saggio, forse valido un po’ per tutti.

Be true to yourself, 
do what you think is right.

Sii Fedele a te stesso, 
fai quello che reputi giusto.

E forse, è un po’ quello che è davvero successo, perché il suo ritorno è stata una spiegazione d’intenti.

Welcome to the final show.
Hope you’re wearing your best clothes.

Benvenuto allo show finale.
Spero tu stia indossando i vestiti migliori.

*Quotes from Sign of the times

E allora che lo show abbia inizio.
La star è già nata.

Harry Styles a Lights up

I’m not ever going back.

Non tornerò mai più indietro.

Ormai ha segnato la sua strada fatta di fluidità consapevole, di libertà di scelte.
Questo video è un messaggio.

I’m not ever going back.

Continua a ripeterlo e si vede.
Niente è lasciato al caso. Soprattutto lo stile: del resto ce l’aveva anticipato con Sign of the times.
La metamorfosi si sta compiendo. In un modo assolutamente naturale riesce a fondere la sua sensibilità british con lo stile iconico degli anni 60-70. È un tripudio di paillettes, colori pastello, giacche dal taglio femminile, blazer e degli incredibili pantaloni a zampa. 
È l’auto-affermazione di se stesso chiara e libera da qualsiasi cliché sociale o stereotipo: dietro al viso d’angelo c’è molto di più.

Queer, gender fluid, femminista e molto altro: questo è il DNA di Harry Styles

Tutto quello che dice, che fa, che promuove, trasmette la sua identità e i suoi valori.
È un’icona del mondo LGBTQ+.
È un femminista.
È gender fluid.
È queer.
E lo mostra con i suoi look, con le sue esibizioni, con i suoi video e i suoi live, dove suona con una chitarra piena di simboli e di valori: quelli che rappresentano la sua identità.

Harry Styles sulla copertina di Vogue America
© Tyler Mitchell. Harry Styles è il primo artista maschile e comparire da solo sulla copertina di Vogue

In un’intervista per Rolling Stone ha affermato:

If you are black, if you are white, if you are gay, if you are straight, if you are transgender — whoever you are, whoever you want to be, I support you. 

I love every single one of you. 
I’m not saying I know what it feels like to go through that. It’s just being aware.

Se sei nero, se sei bianco, se sei gay, se sei etero, se sei transgender – chiunque tu sia, chiunque tu voglia essere, ti sostengo. Amo ognuno di voi. Non sto dicendo che so come ci si possa sentire. Si tratta solo di essere consapevoli.

Harry Styles e Alessandro Michele Direttore Creativo di Gucci
Harry Styles e Alessandro Michele Direttore Creativo di Gucci

Harry Styles, la musa di Gucci

È un amante del bello, Harry.
È un esteta, un dandy. E per questo è una musa perfetta, una fonte d’ispirazione. 
Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, lo sa bene. Lo sa dal 2015, quando ha iniziato a plasmare il look della star. Erano gli American Music Award 2015 e lui era ancora con gli One Direction e spiccava sul red carpet con un incredibile abito bianco a fiori.
E poi c’è stato il cappotto blu di Sign of the times.
E l’abito doppiopetto floreale di Kiwi.
E l’uniforme glitterata dei Dodgers creata dalla maison Gucci per Elton John nel 1975 e ripresa per una festa di Halloween.
E il look contro la mascolinità tossica del Met Gala del 2019.
E ancora molto altro.
Un sodalizio unico, fatto di una corrispondenza di amorosi sensi.

E un po’ di tutti.

Del resto, Harry ama l’amore e forse anche piacere.
Basta guardare la dedica di Watermelon Sugar

“Questo video è dedicato al toccarsi”

E poi vogliamo parlare di questo video che ammicca alla storica pubblicità “I’d like to buy the world a Coke” anche se in modo molto più spinto o, ancora una volta, ai look di Elton John per cui, anche in questo caso, dobbiamo dire grazie a Gucci?

Treat People With Kindness, tra celebrities e outsiders

Questo è l’ultimo video pubblicato da Harry Styles. Perché parlarne? Perché è stato un colpo di genio. È un clip in bianco e nero: Harry si esibisce in un night club e invita Phoebe Waller-Bridge a unirsi a lui sul palco. Phoebe Waller-Bridge. Proprio lei, l’outsider, la femminista giusta, la sceneggiatrice che ha messo in scena tutte le paure, le disfunzioni e i tabù femminili in uno spettacolo teatrale prima e una serie TV dopo. Un genio.
Anzi, sono due, in questo caso i geni. Lei, perché è perfetta. Lui, perché ha messo uno spettacolo unico, con personalità forti e determinate, pronte a sfidare questioni di genere e a sfatare miti. 
Il tutto senza l’uso dei colori.
La fotografia e l’ambientazione ricordano i film vecchia Hollywood; la scenetta è una classica messa in scena in stile Fred Astaire e Ginger Rogers.

Maybe, we can
Find a place to feel good
And we can treat people with kindness.
Find a place to feel good.


I’ve got a good feeling.
I’m just takin’ it all in,
Floating up and dreamin’
Droppin’ into the deep end.

Forse possiamo trovare
un posto dove stare bene 
e possiamo trattare le persone con gentilezza.
Trova un posto dove stare bene.

Ho una bella sensazione.
Sto solo prendendo tutto, 
fluttuando e sognando
cadendo nel profondo.

Ma cosa si cela dietro la star?

Harry Styles non ne sbaglia mai una.
C’è poco da fare. Lo stile, la musicalità, i video, i film, le persone che frequenta. Non ne sbaglia davvero mai una e sa fare tutto. È un concentrato di pura bellezza, armonia. 
Traspare sempre passione, amore e dedizione in tutto quello che fa.
Si diverte. E si vede.
È una figura eclettica e appariscente.

Mi viene in mente una frase di Svetonio. Lo so, molto attuale, una cosa giovane. 
Comunque, stava trascrivendo le ultime parole di un altro grande artista, se vogliamo metterla così. Un artista politico, un mecenate, un uomo di cultura e di ingegno: l’imperatore Augusto. Riporta queste parole come parole di commiato:

Se lo spettacolo vi è piaciuto, allora applaudite.

Quello che però mi chiedo è: dopo lo spettacolo, dopo l’applauso finale, quando le luci si spengono, quando cala il sipario, quando non c’è nessuno ad ascoltare, cosa resta di Harry Styles? 
Cosa c’è dietro ai soliti sorrisi e agli occhi svegli?
Cosa si cela dietro la star e la macchina dello show business? Ovviamente la risposta non c’è l’ho. 
Però mi piace immaginare il volto di una persona che ha la mia età, che vive la mia quotidianità e che ha i miei stessi desideri, sogni e soprattutto dubbi. 
Solo che, sa dirlo meglio.

VEDI NOTE BIBLIOGRAFICHE A PIE PAGINA

What if I’m someone I don’t want around?
What if I’m down?
What if I’m out?
What if I’m someone you won’t talk about?

E se fossi qualcuno che non voglio avere intorno?
E se fossi a terra?
E se fossi fuori?
E se fossi qualcuno con cui non parlerei?

*Quotes from Falling

NOTE BIBLIOGRAFICHE

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© Manuela Masciadri
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