I legami idealizzati con gli artisti che non ci conoscono

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I legami idealizzati con gli artisti che non ci conoscono

Esistono tanti legami possibili e altrettante motivazioni che ci spingono a stringerli. E poi ci sono i legami idealizzati, quelli a senso unico, con persone “irraggiungibili”. Il più delle volte si tratta di artisti. Perché sono fondamentali ma non sufficienti?

Foto Copertina: © Fabrizio Fenucci. Francesco Guccini

Nella vita o, come piace a me pensare, nelle svariate vite che viviamo nella nostra esistenza, ogni individuo necessariamente costruisce dei legami.
Esistono molti tipi di legami possibili e altrettante sono le motivazioni che ci spingono a stringerli.
E poi ci sono i legami idealizzati, quelli a senso unico, che funzionano quasi esclusivamente se la persona scelta la consideriamo irraggiungibile. Il più delle volte si tratta di artisti. Poco importa il settore in cui si schierano le loro opere, quello che risulta essere necessario è la sensazione che esse riescono a trasmetterci, toccando e afferrando quelle corde, difficili per noi anche solo da sfiorare.

E poi arriva il momento in cui ci si rende conto che sta per nascere o è appena nato un legame di questo tipo e si diventa pronti per vivere il momento sublime.
Perché come espresso in Ri-cercando il Sublime, “quando si prova e vive un’esperienza sublime, il corpo, la mente e il cuore si allineano in una quasi magica armonia, fornendoci tutti gli strumenti necessari, che si credeva di non possedere, per farci assaporare ogni sua più piccola sfumatura, per permetterci di archiviarla nel cassetto segreto che ognuno di noi possiede, per tirarla fuori, gioirne o aggrapparsi in base alla necessità del momento”.

Probabilmente a qualcuno potrà sembrare esagerato o folle dare questa grande importanza a questo tipo di legame e sicuramente il fatto che io mi riconosca, e sia riconosciuta, in entrambe le categorie, avvalora la vostra tesi. Io posso solo ricordare e invitare a pensare che, con abbastanza probabilità, questo legame potrebbe essere quello più durato della nostra vita.

Nel caso specifico, parlo del legame che ho instaurato con Francesco Guccini. Vorrei ringraziarlo perché, inconsapevolmente, mi ha dato molto di più di altri che si sono impegnati in modo più diretto e personale.

Kandinsky Alcuni Cerchi
© Kandinsky_Alcuni Cerchi

Francesco Guccini – ultimissimi grazie

Non ho le competenze tecniche né la voglia di valutare i testi e le musiche della sua produzione. Posso però invitarvi ad approfondire, leggendo le produzioni di chi davvero si è impegnato nel farlo, introducendo addirittura alcuni suoi testi nei libri di antologia scolastica. 
Alcuni per la ricchezza e l’utilizzo di figure retoriche, altri per i temi sociali e attuali affrontati, altri ancora per la cura e la capacità di analisi descrittiva della scena e degli “attori”. Alle volte quasi interrogandoci su come far proseguire la scena stessa, tanto da farci sentire quasi come aiuto-registi e non solo dei semplici spettatori.

Quello che vorrei invece qui trasmettere sono le sensazioni che quei versi mi hanno donato.
Ringraziarlo perché ha indirizzato e spronato la mia sete di conoscenza; parlando di arte, storia, letteratura e tematiche sociali, ascoltando i suoi versi sono sempre andata ad approfondire quelle tematiche o i protagonisti a me sconosciuti o conosciuti solo superficialmente.
E poi ci sono state tutte quelle volte in cui mi sono riconosciuta in uno dei suoi protagonisti o nelle situazioni descritte.
Spesso ho trovato nelle sue parole esattamente quello che volevo sentire e alle volte quello che era giusto che io sentissi perché, ahimè, non sempre le cose coincidono.

La lista è veramente lunga perché, in qualche modo, i suoi versi hanno scandito le parti della mia vita e continueranno a farlo. Continuerò a evolvermi e riscoprirò nel suo repertorio altre parti di me, o darò diverso valore a delle frasi adesso sottovalutate o semplicemente sentite lontane.

Però una mini lista ho provato a farla.

GRAZIE PER:

Vorrei – Bisogna ammetterlo, tutti vorremmo provare ogni singolo verso di questa dichiarazione d’amore o desiderare “che l’oggi restasse oggi senza domani o che domani potesse tendere all’infinito”

Inutile – Quante volte avremmo potuto e sarebbe stato meglio evitare di compiere “quel rito inevitabile e abusato”

Incontro – Perché l’hai fatto anche tu proprio per Natale? Esattamente come “in un libro scritto male”

Amici – Perché abbiamo davvero immaginato quel nostro personale “paradiso su misura, identico al solito locale e dove il bere non si paga e non fa male”

Addio – E tutte quelle volte che, con l’aria da stronzetta, uscivo di casa cantando ai miei genitori
“E dico addio a tutte le vostre cazzate infinite”

Canzone delle ragazze che se ne vanno – Perché mi sono aggrappata in modo quasi ossessivo per tutto il viaggio e il primo periodo fuori casa. Sì, l’ho poi capito “che cercavo un libro che non c’è e doverosamente mi sono ricordata di te

Culodritto – Perché stringendo “quella mano” e guardandola negli occhi ho sentito davvero 
“quella fiducia totale che nessuno mi ha mai dato o mai chiesto”

Canzone delle situazioni differenti – Perché “Rido ancora nel vederti grande e grosso coi fumettitu sorridi ancora, sempre più scontento”

Vedi Cara – Che arriva puntualmente, come grido liberatorio o giustificativo tutte le volte che finisce male. Perché è sempre una certezza che “è difficile spiegare, difficile capire se non hai capito già”

E un giorno – Perché semplicemente avevi ragione “quel giorno in un libro o in un bar dove si farà tutto chiaro” è davvero arrivato.

Farewell – Perché “tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino” ci siamo sentiti identificati come seguaci della “religione del tirare tardi e aspettare mattino”

Piccola storia ignobile – Per quella volta che hai saputo descrivere perfettamente una sensazione che non hai potuto direttamente provare, eppure ci si sente esattamente così  
Presa come un animale macellato stavi urlando ma quasi l’urlo non sapeva uscire
e così ti sei trovata fra paure e fra rimorsi davvero sola fra le mani altrui”

Quattro stracci – È uno schiaffo “alla complessa mia semplicità”
Fa male ma, è quel male fa che bene

Nata di Marzo, nata balzana
casta che sogna d’esser puttana.
Quando sei dentro vuoi esser fuori
cercando sempre i passati amori
ed hai annullato tutti fuori che te
Ma io qui ti inchiodo a quei tuoi pensieri
Quei quattro stracci in cui hai buttato l’ieri
persa a cercar per sempre quello che non c’è

***ATTENZIONE***

Non bisogna rifugiarsi in questi legami idealizzati, scegliendo di non vivere il nostro presente e non accogliere o cercare tutte le occasioni future, pensando magari che sia la via più facile, anche perché, fidatevi, questi tipi di legami non sono sufficienti.
Soprattutto credo che sia uno dei pochi legami, facendo eccezione per quelli familiari naturalmente, che non possiamo cercare, o peggio, comprare, perché in qualche modo è lui a scegliere noi. A noi resta la scelta se custodirlo e coltivarlo nel tempo oppure di lasciarci trafiggere di tanto in tanto e senza preavviso.

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