La fama è una questione di genere? La risposta in una foto

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La fama è una questione di genere? La risposta in una foto

Sfogliando gli articoli pubblicati sulle nostre pagine, ci siamo accorti che nella Rubrica “Celebrità” abbiamo presentato in grande prevalenza figure maschili, mentre tra gli “Outsider” quasi unicamente personalità femminili.

Per Celebrità intendiamo personalità che abbiano raggiunto larga fama per meriti artistici, mentre consideriamo Outsider artisti altrettanto talentuosi, ma che abbiano intrapreso percorsi fuori dagli schemi o non siano stati consacrati dalla prospettiva storica.

È una mera coincidenza? È una nostra disattenzione? Oppure, da sempre, tendiamo a celebrare imprese maschili piuttosto che femminili o di altri generi?

Senza andare troppo indietro nel tempo, consideriamo Harry Potter: uno dei 10 libri più letti al mondo, tradotto in oltre 70 lingue, con più di 450 milioni di copie vendute e scritto da Joanne Rowling.
Dopo decine di rifiuti del manoscritto, il primo editore che accetta di pubblicare il romanzo fantasy, suggerisce all’autrice di usare lo pseudonimo di J.K. Rowling per dare l’dea che il libro sia stato scritto da un uomo e, di conseguenza, non demotivare potenziali lettori all’acquisto.

Rimanendo poi nel nostro belpaese, dei 101 mila nuovi disoccupati a causa delle conseguenze della pandemia in corso, 99mila sono donne, circa il 98% (dati Istat).

È esistita una musicista geniale come Beethoven? Le donne hanno avuto la stessa possibilità di costruire vite focalizzate sulla crescita artistico-professionale oppure non sono, ancora oggi, prese sul serio dai maggiori circuiti artistici e canali di diffusione?

Perchè non studiamo filosofe sui testi istituzionali? Perchè nella musica classica e nell’Opera rappresentiamo unicamente composizioni maschili? Non sono esistite opere d’arte altrettanto valide prodotte da altri generi? Non è stato dato loro spazio per maturare e venire alla luce allo stesso modo?

Quello che sappiamo è che se gli uomini erano sciamani, le donne erano streghe; gli altri generi, semplicemente malati ed emarginati.
Quello che sappiamo è che le battaglie intraprese hanno sicuramente migliorato la situazione, ma non l’hanno risolta.
Quello che sappiamo è che in queste pagine facciamo del nostro meglio per celebrare vite straordinarie, senza alcuna distinzione di genere.

Nella foto di copertina: Hedy Lamarr. Inventrice, tra le altre cose, del wi-fi e prima attrice a comparire nuda in una pellicola cinematografica. Intelligenza e libertà.

Ad Maiora,
il Sublimista

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© Manuela Masciadri
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