Erica Jong: come non avere paura di volare

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Erica Jong: come non avere paura di volare

“Nata raccontastorie in una famiglia di pittori, sono cresciuta scrivendo”. Distruttrice di tabù, parla di sesso, libertà, sensi di colpa ed emancipazione; di come una donna possa trovare la propria identità lontano da genitori, amanti, mariti e professori. Una “scopata senza cerniera” per supportare il femminismo.

Chi è Erica Jong

Nel 1973 sugli scaffali delle librerie comparve un titolo che fece subito scalpore. 
Paura di volare racconta di una giovane poetessa, Isadora: durante un viaggio a Vienna con il marito, la protagonista decide di soddisfare le sue fantasie sessuali con un altro uomo. Nasce così la “scopata senza cerniera”, ossia il soddisfacimento del piacere fine a sé stesso, un atto senza legami e senza condizionamenti.
L’autrice fu da subito criticata, nonostante il grandissimo successo del romanzo (quasi 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo).

Il suo nome è Erica Jong e oggi vi racconto chi è

Erica Jong, la vita e l’amore per la scrittura

Erica Mann nasce come poetessa in un contesto in cui la creatività era di casa. Come scrive nel suo ultimo libro, la sua autobiografia dal titolo Senza cerniera (un rimando a Paura di volare) “… la mia infanzia è stata piena di libri, arte, case di bambole.

La sua prima raccolta di poesie, Frutta e verdura, esce nel 1973 ma è l’anno successivo che raggiunge la popolarità grazie a Paura di volare.
Il testo è in parte autobiografico. Sebbene la critica sia stata negativa, additando il testo come “l’ennesima storia femminista”, in un’intervista che Erica ha rilasciato al Corriere della Sera qualche tempo fa afferma a proposito del libro: “Il dialogo fra se stessa (la protagonista) e la sua anima è centrale nel libro. Alla fine Isadora trova se stessa nella sua solitudine. Il libro è proprio su questo: come una donna trova la propria identità separata dai genitori, dagli amanti, dai mariti, dai professori».

Nel 1980, incinta della prima e unica figlia, scrive Fanny Hill, un personaggio che lei riprende dalla narrativa erotica del Settecento. Le opere successive sono tutte incentrate sul femminismo e in parte autobiografiche come ad esempio Serenissima, ambientato a Venezia una città che ama moltissimo.

Nel 2003 esce un romanzo incentrato su Saffo, Il salto di Saffo. Nonostante le poche notizie sulla vita della poetessa, la Jong è riuscita a creare una storia introspettiva e ricca di fascino. Nel 2006, per Bompiani, viene pubblicato Sedurre il demonio, un romanzo completamente autobiografico in cui Erica parla delle sue prime esperienze di scrittrice ma anche delle travagliate vicende nel mondo della letteratura e sentimentali. 

Infine, sempre per Bompiani, è uscito quest’anno Senza cerniera, la mia vita. 
I temi trattati nel libro sono tantissimi e vanno dalla sfera familiare ed affettiva, al suo pensiero politico e sociale, al movimento femminista #meToo e al ruolo centrale delle nonne per la collettività.

E.Jong, Senza cerniera. La mia vita, Bompiani, 2021

… e per gli uomini

Erica Jong si è sposata quattro volte. 
Negli Anni Settanta eravamo tutte allevate per essere brave ragazze, non ci sentivamo libere di vivere la nostra sessualità. Dopo la laurea e il dottorato dovevi sposarti e far figliIl mio primo marito, un brillante studioso del Medioevo, dopo un anno dal matrimonio divenne schizofrenico e una volta, credendosi Gesù Cristo, cercò di camminare sulle acque a Central Park. Se il tuo primo marito diventa pazzo, il secondo dev’essere uno psichiatra, come il mio, un cinese-americano molto bello e atletico. Il terzo è il padre di mia figlia Molly: il nostro era un matrimonio aperto stile Anni Settanta, lui mi diceva con chi dormiva, io lo stesso con lui. Non fatelo, non funziona”.

In merito a Ken, il quarto marito, Erica dice: “L’ho salvato quando ha avuto un aneurisma dell’aorta… ma in certi momenti vorrei ucciderlo”
Durante una serata a casa di un amico, Barbara Streisand le disse:

“Erica Jong, tu ti risposi sempre!”
“Non ho paura degli uomini” le ha risposto.

Cos’è il femminismo per Erica Jong

Un tema che sta molto a cuore a Erica è il femminismo e la disparità che ancora persiste tra persone di culture diverse:
Se non cancelliamo il confine del colore tra le donne non capiremmo mai davvero come consolidare il femminismo”. 

Erica è cresciuta in un tempo in cui le lotte femministe erano all’ordine del giorno (o quasi). Tra i suoi ricordi dell’università, uno mi suscita particolare curiosità.
“…i professori all’università ti inseguivano cercando di afferrarti le tette o pizzicarti il culo. Noi studentesse li evitavamo correndo attorno al tavolo dei seminari.

Oggi un episodio del genere farebbe, come minimo, scalpore con tanto di denuncia al professore incriminato. Ma all’epoca le cose erano molto differenti. Non che non ci fosse la volontà, ma come spiega Erica “non pensavamo di poter fare qualcosa”.
E ancora: “Il movimento #MeToo mi ha conquistata ed elettrizzata fin dal primo momento. Mi ha fatto capire che rispetto alle femministe contemporanee la mia generazione è stata fin troppo educata. Evidentemente non capivamo fino in fondo quell’abuso di potere come le ragazze di oggi”.

Erica Jong, una donna straordinaria

Ho scoperto Erica Jong solo di recente ma mi ha letteralmente conquistata. È una donna che con ironia riesce a strappare un sorriso trattando argomenti attuali, disgregando tabù e pregiudizi. Una scrittrice prolifera che non ha paura di mettere nero su bianco le proprie idee, consapevole del fatto che alcune cose rimangono addosso, anche dopo tanto tempo.

Voi conoscete Erica Jong? 

“Il ruolo dello scrittore è, nel comprendere sé stesso, dare consapevolezza agli altri”, Erica Jong

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