Elsa von Freytag-Loringhoven, la vera autrice dell’opera di Duchamp

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Elsa von Freytag-Loringhoven, la vera autrice dell’opera di Duchamp

Una vita vissuta come una performance che ha segnato la storia dell’arte, ma che la storia ufficiale non ha raccontato in quanto donna. La Baronessa Dada, che ha realmente creato l’opera più importante di Duchamp, e che sconvolge, destabilizza e confonde semplicemente camminando per le strade della città.

Chi era Elsa von Freytag-Loringhoven

Elsa von Freytag-Loringhoven nasce Elsa Plötz il 12 luglio 1874 a Swinemünde.
Di nobile ha soltanto l’animo, difatti nasce in una famiglia di umili origini. L’infanzia di Elsa viene segnata da traumi irreparabili, abusi e violenze da parte di un padre alcolizzato, che la costringono a scappare di casa quando è ancora giovanissima. 

La ragazza dimostra da subito una grande consapevolezza, sviluppando una personalità forte e provocatoria, orientandosi verso un modo di fare che va contro ad ogni tipo di approccio borghese.
Un’estetica androgina e sensuale la distinguono e la innalzano ad un livello di emancipazione spregiudicata, permettendosi di vivere la sua sessualità senza troppi moralismi, in modo libero e disinvolto. 

Apertamente bisessuale, Elsa vive la sua vita sentimentale con grande forza e passione, tanto che i suoi amori folli e tormentati diventeranno protagonisti di un romanzo intitolato “Sante Gonne”, scritto da René Steinke.

Elsa von Freytag-Loringhoven ritratto con cappello

Elsa von Freytag-Loringhoven diventa la Baronessa Dada

Dopo un periodo passato a studiare arti visive a Dachau, Elsa si sposta a Berlino, dove conosce August Endell, che sposerà e con il quale vivrà una relazione aperta, conducendo una vita agiata in giro per l’Europa.
Entrambi si lasciano sedurre dal poeta Felix Paul Greve, entrando in un burrascoso triangolo amoroso, al quale Elsa metterà fine divorziando dal marito. La storia con il poeta si rivelerà fallimentare e l’artista deciderà di consolarsi poi con il Barone Leopold von Freytag-Loringhoven, morto suicida dopo la Prima Guerra Mondiale, Dal matrimonio guadagna il titolo nobiliare, diventando così la “Baronessa Dada”.  

Elsa von Freytag-Loringhoven abbigliamento dadaismo
© Library of Congress, Baronessa von Freytag-Loringhoven.

A New York Elsa comincia a posare per grandi artisti del calibro di George Biddle e Man Ray, entrando così a far parte del panorama artistico e culturale del tempo.
Facendosi spazio nella città, la Baronessa comincia ad rappresentare i concetti dadaisti anche attraverso al suo abbigliamento, senza confinarli nelle sue opere; non a caso definiamo Elsa von Freytag-Loringhoven come uno dei personaggi più eccentrici del suo tempo. 

Elsa von Freytag-Loringhoven. Una vita vissuta come una performance

L’artista rendeva ogni sua uscita, apparentemente disimpegnata, una vera e propria performance artistica.
Elsa attirava tutti gli sguardi su di sé, facendo in modo che tutti potessero usarla come oggetto di conversazione e che nessuno rimanesse impassibile, cambiando il sistema dall’interno.
Indossava con discreta nonchalance una torta con le candeline al posto del cappello, dei cucchiai al posto degli orecchini, delle monete al posto dei bracciali; incollava francobolli sulle guance e a volte cuciva una luce sul retro del corsetto, sostenendo fermamente che se le macchine e le biciclette hanno dei fanali, allora doveva averli anche lei. 

Elsa von Freytag-Loringhoven ritratto con cappello a cucchiai

Sconvolge, destabilizza e confonde semplicemente camminando per le strade della città, innescando un meccanismo di botta e risposta indiretto: una piccola rivoluzione che non comprende manifesti e folle in visibilio, ma che coinvolge invece un’anima singola capace di lasciare un segno indelebile, alzando la voce senza urlare e creando scompiglio semplicemente esistendo, contribuendo in questo modo ad un cambiamento sostanziale nel mondo dell’arte e nella società del tempo. 

Elsa von Freytag-Loringhoven bianco e nero cappello abbigliamento dadaista
© Bettmann Archive, Elsa von Freytag-Loringhoven

Elsa von Freytag-Loringhoven e lo scopo dell’arte

Il fine ultimo, il vero scopo della sua artisticità, è quello di abbattere le barriere ed eliminare il confine tra ciò che viene comunemente considerato come arte e quello che poi è la vita, utilizzando il proprio corpo come mezzo espressivo. 
L’artista rivendica infatti con audacia il suo esser donna, una donna libera che si ribella ai canoni imposti dalla società, rifiutando di essere una vittima inerme di un sistema maschilista e misogino.
É il corpo di una donna che non vuole esser facile da digerire, che con grande coraggio e perseveranza rivendica la sua sessualità, la quale rimarrà sempre il fulcro delle sue azioni, forse per esorcizzare i traumi irreparabili dell’infanzia difficile che l’ha segnata. 

Elsa von Freytag-Loringhoven ritratto nudo

Elsa von Freytag-Loringhoven, pioniera del dadaismo

Elsa è un’anima rivoluzionaria, capace di dare una nuova vita e un significato completamente diverso agli oggetti di uso comune, utilizzandoli in modi differenti rispetto a quelli per cui vengono concepiti e ideati, trasformandoli così in opere d’arte e dando vita a quel concetto e a quel pensiero che sta alla base del dadaismo, anticipandolo inconsciamente. 

Il suo spirito inquieto la porta ad esprimersi su tutti i fronti, sperimentando la scultura, la pittura, gli assemblaggi, le performance, i collage, la recitazione e anche la scrittura, approfondendo le tematiche legate al sesso attraverso le sue poesie, in pieno stile performativo, rimanendo esplicita e provocatoria in ogni suo gesto.
Questo pensiero visionario, capace di anticipare i tempi o addirittura le correnti artistiche, il suo approccio eccentrico e il suo atteggiamento inconsueto l’hanno portata ad essere presa poco sul serio dai suoi colleghi uomini, probabilmente per convenienza e meschinità.ssivo. 
Ne abbiamo la conferma nel controverso caso dell’opera di Duchamp

Elsa von Freytag-Loringhoven e il controverso caso della celebre “Fontana” di Duchamp

Pochi sanno che è stata proprio una donna a creare l’opera più importante dell’artista.
Stiamo chiaramente parlando di “Fontana” di Duchamp, il famoso orinatoio rovesciato che ha fatto tanto discutere nel Novecento; l’opera che rappresenta il capostipite della corrente del ready-made e del dadaismo.

Si è scoperto negli anni che la vera mente dietro a quest’opera è stata proprio Elsa von Freytag-Loringhoven. 

elsa von freytag-loringhoven marcel duchamp fountain
Fountain, attribuita a Marcel Duchamp, 1917.

Uno degli indizi più eclatanti, che vanno a confermare la tesi, è propio una lettera che Marcel Duchamp scrisse alla sorella, nella quale racconta di come una sua amica avesse portato un orinatoio alla sua mostra, utilizzando lo pseudonimo di R. Mutt, il nome con cui l’opera viene firmata.
L’artista si limitò quindi a cavalcare l’onda, spacciando l’opera per una delle sue.
Sembra impossibile da credersi, ma bisogna far caso al fatto che ci troviamo in un’epoca e in un contesto storico in cui la donna non veniva presa sul serio: era ineccepibile pensare che un’opera di quel calibro, di quella potenza sovversiva e controversa, potesse essere stata realizzata da una mente femminile. 

Nell’ambiente artistico erano molti a sapere come stavano le cose, ma nessuno parlava, nessuno si esponeva, perché faceva più comodo attribuire tutto il successo di un’opera così importante e significativa a un uomo piuttosto che ad una donna. 

Elsa von Freytag-Loringhoven la baronessa Dada dietro Marcel Duchamp

Se solo si fosse saputo subito magari il corso delle cose, la storia dell’arte e la società avrebbero avuto un corso differente, ma d’altronde, come disse lo stesso Duchamp, Elsa von Freytag-Loringhoven non è una futurista, è il futuro. E loro probabilmente non erano pronti a tutto questo. 

1 commento

  • Leggo queste storie e la prima cosa che mi viene da chiedermi è quanto avranno sofferto di solitudine nel corso della loro vita. Una vita durante la quale, coerentemente e con coraggio, non hanno mai smesso di esprimere se stesse.
    Ho appreso che Elsa von Freytag-Loringhoven si esprimeva, tra l’altro, anche attraverso i collage. Chiedo se in rete esiste un sito dove poter vedere queste opere, ed eventualmente indicarmi quale.
    Vi ringrazio molto e complimenti per la preziosa rivista.
    Cordialmente
    Roberta Guarna

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