Da abito a simbolo di un evento mondiale: il tailleur di Jackie Kennedy

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Da abito a simbolo di un evento mondiale: il tailleur di Jackie Kennedy

Può un abito simboleggiare uno dei momenti più significativi della storia? Origine e misteri del tailleur indossato il giorno dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy da sua moglie, che sceglie di continuare ad esibirlo affinché quelle macchie siano un monito potente contro la violenza.

Jacqueline Kennedy e il vestito “rosa sangue”: le origini di un capo che diventerà icona

Realizzato con un tessuto di lana leggera di Linton Tweed ottenuto con una tessitura nubby, meglio conosciuta come bouclé, il tailleur è a doppio petto, con sei bottoni dorati (quattro sul davanti e due nelle maniche), quattro tasche a filetto bordate in seta dello stesso colore blu Navy del colletto trapuntato a revers e dei polsini

Il vero colore del tailleur era lampone, anche se nei comunicati stampa dell’epoca veniva descritto come rosa fragola; l’errore del colore originale del completo era dovuto al fatto che  i cronisti e il pubblico che non avevano il privilegio di assistere di persona alla parata presidenziale a Dallas, seguiva l’evento in Tv e nel 1963 la televisione e i giornali erano in bianco e nero. Il vero colore del tristemente celebre tailleur venne reso noto solo nel novembre del ’63, dopo la pubblicazione di fotografie a colori sul numero commemorativo del l’assassinio di JKD della rivista Life e nel rapporto della Commissione Life Warren dell’ottobre del ’64. 

Da quel momento in poi, i colori della celebre mise vennero diffusi al mondo intero e divennero storia.

© Loredana Storani

Jacqueline Kennedy: la costruzione di uno stile

Un’elegante sciarpa di seta blu Navy, infilata nello scollo, una camicetta senza maniche dello stesso pregiato tessuto, un paio di candidi guanti in pelle di capretto, una borsetta da Marina con tracolla a catena e fibbia dorata, un iconico cappellino a tamburello tenuto da uno spillone dello stesso colore del tailleur e un decolté basso con un piccolo ornamento dorato sulla punta, completavano l’outfit di quella che era la mise che il 35° presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, prediligeva di sua moglie Jackie. E fu l’ultima con la quale la ammirò, quel 22 novembre del 1963 a Dallas.

© Loredana Storani
© Loredana Storani

Il mistero dietro al tailleur più celebre della storia: chi l’ha disegnato?

Uno dei più grandi quesiti della storia vide il famoso tailleur rosa di Jackie Kennedy al centro di confronti e dibattiti fra gli esperti del settore; l’abito era stato realizzato in Francia dalla maison Chanel o era una copia di qualità acquistata da una delle celebri collezioni di Karl Lagerfeld di New York o da Chez Ninon?
Justine Picardie, la biografa di Chanel, riuscì a dimostrare che il famoso tailleur era stato prodotto da Chez Ninon ricorrendo al sistema brevettato da Chanel “line for line”, una specie di concessione autorizzato dalla maison francese di copie di modelli e materiali a marchio CC. 
L’abito era stato presentato per la prima volta da Gabrielle Chanel nel 1961 in occasione della sua collezione Haute Couture Adnan Ele Kutay P/E e divenne da subito un must destinato a  passare alla storia.
Ma perché ricorrere ad una copia quando ci si poteva permettere l’originale? Acquistare il tailleur da Chez Ninon nulla ha a che fare con motivazioni economiche, il prezzo era lo stesso, la spiegazione va ricercata nel patriottismo americano tanto caro agli elettori del Presidente J.F. Kennedy. 

Jacqueline Kennedy e il tailleur rosa sangue
© Loredana Storani

22 Novembre 1963, Dallas

Narra la storia che, nel novembre del ’63, il 35° Presidente degli USA chiese alla first lady cosa avesse intenzione di indossare in occasione della parata a Dallas:

“Ci saranno tutte quelle ricche donne repubblicane a quel pranzo … indosseranno cappotti di visone e braccialetti di diamanti.  Tu devi sembrare meravigliosa come nessuna di loro. Sii semplice, mostra a quei texani che cos’è il buon gusto!”

Questo le chiese suo marito e questo Jackie disse a William Manchester  durante un’intervista dopo l’assassinio di John. Jacqueline decise di accontentare il Presidente e indossò quel tailleur rosa che tanto piaceva a suo marito per il viaggio a Love Field, a Dallas, in Texas.

Perché Jacqueline Kennedy ha impedito che le macchie sull’abito fossero tolte

Jacqueline Kennedy non toglierà quel tailleur rosa macchiato di sangue neanche durante la cerimonia del giuramento di Lyndon B. Johnson come 36° presidente degli Stati Uniti, a meno di un’ora  dall’assassinio del marito, sull’Air Force One.
Jackie, sotto shock, quel  giorno, giustificò la sua ostinazione a voler tenere quel tailleur macchiato di sangue, dicendo: Oh no … voglio che tutti vedano cosa hanno fatto a Jack! 
Un unico lacerante rimpianto tormentava la first lady quel triste giorno: l’essersi lavata via il sangue del marito dal viso prima di quel “tempestivo” giuramento inaspettato.

Del cappellino  a tamburello non si seppe più nulla e ancora oggi nessuno sa che fine abbia fatto durante quel tragico evento, in una cronaca del tempo si legge: “il suo cappello, preso in un vortice di sterzante vento, scivolò sulla sua fronte e con un movimento violento glielo strappò e lo gettò giù. Lo spillone strappò una matassa dei suoi capelli. Non sentì nemmeno il dolore…”.

Il destino di quel tailleur rosa macchiato di sangue, invece, era già segnato: Jackie decise di toglierlo solo la mattina dopo quel 22 novembre del ’63, opponendosi anche alla cameriera che lo avrebbe voluto lavare e che invece lo ripiegò accuratamente, riponendolo in una scatola. 

Il tailleur di Jacqueline Kennedy oggi

La scatola con quel “tristemente famoso feticcio fashion” fu inviato alla madre della first lady e sul coperchio venne scritto “22 novembre 1963”; in seguito, venne donata agli Archivi Nazionali del Maryland, dove, ancora oggi è gelosamente custodita in una teca all’interno della quale la temperatura oscilla fra i 65 e i 68 gradi per preservare l’umidità dell’ambiente intorno al 40%. 
Per rispettare la volontà della famiglia Kennedy che non vuole ricordare quella tragedia, ancora oggi, il tailleur non è visibile al pubblico e solo quando gli eredi decideranno il suo destino, consegneranno per sempre quel pregiato “pezzo di stoffa” macchiato di sangue alla storia dell’umanità.

NOTA della REDAZIONE:

L’etica del Sublimista prevede di citare sempre i crediti di tutti gli Autori del materiale condiviso su queste pagine, proprio perché lo scopo principale di questo progetto è celebrarli. Capita tuttavia che, nonostante gli sforzi, non si riesca a risalire all’Autore di un’opera. In questo caso, rimaniamo aperti e ricettivi alle segnalazioni che i nostri lettori vorranno inoltrarci. Grazie per la collaborazione.

Comments (4)

  • La descrizione dettagliata del vestito indossato da Jacqueline ci riconduce ad uno dei fatti più tragici accaduti nei primi anni sessanta e che io ho vissuto. L’immagine analizzata da Loredana di quel tailleur che Jackie indossava in quel maledetto giorno, è talmente accurata che, per un attimo, ci fa dimenticare gli intrighi amorosi avvenuti negli anni precedenti e che hanno interessato John e Jackie.

    • Egregio Franco, ricostruire la tragica vicenda che ha visto cambiare la storia pensando che sia stato un abito a consegnarlo alle generazioni successive, è stato stimolante e per certi versi emozionante, penso che per chi ha vissuto quei momenti, anche se da una Tv in bianco e nero, immaginare il colore sia entusiasmante… grazie del graditissimo commento♡

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